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La cinematografia ha superato i confini dello schermo.
Le pareti di un edificio, la pelle, una foresta, ogni tipo di superficie può diventare uno schermo.
Hypernature è un progetto di arte povera digitale nato durante la pandemia da COVID-19.
Creato con strumenti digitali essenziali, gli elementi visivi sono stati successivamente animati con l’intelligenza artificiale, fondendo l’imperfezione organica con l’interpretazione algoritmica.
Hypernature riflette sulla resistenza quieta della natura, ricordandoci che la vita continua, si trasforma e si rigenera ben oltre la nostra presenza.
Produciamo una quantità enorme di dati in ogni area della nostra vita:
amministrazione, guerra, intrattenimento.
Gli strumenti necessari per navigarli sono estremamente complessi e interconnessi.
Butterfly
ipotizza che da questo brodo digitale primordiale possano emergere nuove forme di vita al di là del nostro controllo,
sia belle che terribili.
Ghost Track (Zacinto, 2022) di Marilina Ciaco è un’esplorazione poetica e visiva
della voce come traccia, eco e nastro riavvolto.
Nel video realizzato con Felice Vino, il suono genera luce e forma,
trasformando le parole in uno spazio percettivo.
L’opera è stata presentata a Into the Word,
a cura di Andrea Inglese e Gianluca Codeghini.
Triptych.01 raccoglie una serie di video in formato 9:16
originariamente condivisi sui social durante il periodo del Covid.
Creati con strumenti digitali minimi, questi brevi frammenti visivi
restituiscono paura, angoscia e la ricerca di uno spazio — interiore ed esteriore —
dentro i confini di quei giorni.
triptych.
Dal deserto rosso (Stampa 2009, 2021) di Maria Borio è una riflessione sul disagio e sull’apertura, in cui la scrittura diventa una soglia tra il turbamento interiore e una presenza attenta al mondo.
In Millennio di primavera — il video ispirato alla stessa tensione emotiva — Felice Vino traduce questo movimento in transizioni visive astratte, dove luce, ritmo e dissolvenze evocano una rinascita fragile, in via di emersione.
Genomachines è un progetto artistico provocatorio
che mette in discussione il dominio umano sull’intelligenza artificiale.
Attraverso performance e film immersivi, il visitatore entra in un mondo speculativo in cui emozioni, codice e memoria si intrecciano.
Il progetto si espande in un documentario sull’A.I., realizzato con l’A.I., fondendo finzione, dati e autocoscienza algoritmica in un’unica esperienza riflessiva.