TAROT

Progetto di arte povera digitale che raccoglie una serie di composizioni nate dall’assemblaggio di frammenti anatomici, strutture tecniche e forme organiche.

Le creature sembrano emergere da una ricerca clinica più che simbolica, esplorando un territorio visivo essenziale, fatto di simmetrie, innesti e tracce residue.

È un’indagine sulla trasformazione del corpo e sull’ambiguità percettiva, dove ciò che resta diventa forma, e ciò che manca diventa significato.

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NOSTALGHIA

Questo progetto di intelligenza artificiale è ispirato principalmente al lavoro del regista russo Andrej Tarkovskij. Le gallerie presentano creature surreali, ibridazioni tra esseri umani e creature non umane.

Le creature esplorano un pianeta desertico, forse una Terra da tempo abbandonata, dove la vita sembra assente e i fantasmi di ciò che potrebbe essere il nostro futuro diventano già ricordi.

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HYPERNATURE

Nella serie Zoema vengono presentate una serie di creature ibride (quasi mille) sotto forma di repertorio zoologico che richiama le illustrazioni delle stampe popolari dei secoli passati.

Opere estese che nel loro sviluppo attraverso i paesaggi della realtà aumentata (animazione, video, scultura) secondo un processo di ibridazione tra media e materiali.

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EMBRYO

Durante il suo ciclo di sviluppo, l'embrione umano ripercorre la storia evolutiva: cellula, pesce, rettile, mammifero. Nella serie di elaborazioni digitali, quel percorso viene reinterpretato alla luce delle scoperte scientifiche e delle riflessioni culturali.

Gli embrioni di creature possibili mostrano le conseguenze di un’evoluzione opaca, frutto di sovrapposizioni biologico-alchemiche e della sintesi dei domini estesi del vivente, composto da animato e inanimato.

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EX-STASI

Ex-Stasi è una serie di fotografie digitali a lunga esposizione realizzate nel 2018 a Bologna.

Il progetto indaga la sensibilità artificiale attraverso immagini deformate dal tempo, trasformate in forme fantasmatiche e ambigue. La rielaborazione digitale esaspera saturazioni e contrasti per evocare le possibili visioni della macchina.

Emergono forme pareidoliche, allucinazioni e suggestioni algoritmiche. L’opera riflette su ciò che un’intelligenza artificiale potrebbe percepire oltre la vista umana, tra rivelazione e inquietudine.

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E-SCAPES

In questa serie di stampe digitali la sintassi matematica è adottata per creare mappe visive poetico-scientifiche.

Gigure geometriche elementali sono soggette a forze generative tensive.

Gli archetipi proteiformi evocati richiamano forme di vita, oggetti e paesaggi.

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FORMES

In questa serie di stampe digitali, la possibilità di adottare una sintassi matematica nella composizione di mappe visive poetico-scientifiche viene esplorata.

Lavorando con software di grafica generativa, le figure geometriche elementari sono sottoposte a forze tensionali fino a rivelare archetipi proteiformi che richiamano — come memoria e impulso immaginativo — forme di vita, oggetti e paesaggi.

Ambienti e fenomeni, digitali e digitalizzati, con cui interagiamo e che agiscono su di noi in modo sempre più profondo.

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MYBO

MyBO è la mia prima serie fotografica. Nasce da un momento preciso della mia vita, fissato nello spazio che abitavo.

L’ispirazione proviene dalle prime forme di visione artificiale: ho immaginato cosa avrebbe osservato un’intelligenza artificiale nello stesso ambiente in cui vivevo io.

Ne è scaturita una sequenza di frammenti urbani, punti di ancoraggio e riferimenti visivi che, in quel tempo, componevano la mia personale mappa della città.

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